| Archeologie del presente |
| 14/09/2009 | |
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GIOVANNI CERRI Archèologie du present -Archeologie del presente A cura di Luca Pietro Nicoletti Orenda Art International 54 rue de Verneuil - 75007 Paris www.orenda-art.com Inaugurazione: giovedì 24 settembre ore 18.00 Apertura: 25 settembre - 24 ottobre 2009 Orari: lunedì h.14.00-19.00 dal martedì al sabato 11.00-19.00 In collaborazione con Spazio Tadini – Milano. Giovanni Cerri (Milano, 1969), figlio del pittore Giancarlo Cerri, ha iniziato la sua attività di pittore nel 1987 e da allora è presente in numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le sue “personali” citiamo: 1995 – Galleria Cortina – Milano; 2000 – Galleria Artistudio/Magrorocca – Milano; 2002 – Galleria Monogramma – Roma; 2005 – Casa Cini – Ferrara, Cortina Arte – Milano; 2006 – Galleria Blanchaert – Milano; 2007 – Galleria Palmieri – Busto Arsizio; 2008 – Spazio Tadini – Milano, ComoArte – Como, Avanguardia Antiquaria - Milano; 2009 – Galleria Gli Eroici Furori – Milano, Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti (MN), Ex Chiesa di San Pietro in Atrio - Como. Tra le rassegne a cui ha partecipato: 1998 - “Milano-Berlino / Metropoli a confronto – Galerie Verein – Berlino (Germania); 2002 – “Arte per tempi nuovi” – Galerie Die Ecke – Augsburg (Germania); 2003 – “Dialoghi Incrociati” – Galleria Luka – Pola (Croazia); 2006 – Premio Michetti – Francavilla al Mare (CH); 2008 – “I Cerri. Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione” – Museo della Permanente – Milano, “Maestri di Brera” – Museo d’Arte Moderna di Shanghai.La mostra presenta una selezione di opere recenti dell’artista milanese, qui alla sua prima esposizione parigina. Nella sua pittura si evidenzia soprattutto la tematica urbana, del paesaggio post-industriale, della periferia, ma anche dei volti che l’hanno vissuta e popolata. Strade e percorsi, confini e orizzonti, fabbriche dimesse e “scheletri” di architetture civili e industriali; questi i soggetti trattati dall’artista, con un linguaggio pittorico vicino al neo-espressionismo, qui rivisitato e rivissuto con tematiche contemporanee che evocano l’archeologia del perduto mondo operaio e industriale del Novecento.Dal testo in catalogo di Luca Pietro Nicoletti: […] Tutto il lavoro di Giovanni, infatti, ruota intorno al tema della periferia, alla sua rivisitazione in chiave visionaria: non si troverà mai una documentazione di luoghi reali, perché Giovanni non copia delle vedute, ma ricostruisce una propria apocalittica visione della periferia, immaginando, come afferma l’artista stesso “una sorta di luogo a metà fra il territorio metropolitano e un luogo di guerra, che siamo abituati a vedere nei telegiornali”.[…] Sono città disabitate, quindi, fra cui si aggirano cani randagi unico resto vivente nella landa desolata. […] Catalogo in galleria. Testi Di Luca Pietro Nicoletti e Roanna Weiss. |